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Generazione Cerniera a Tramutola: il futuro delle comunità nasce dalla capacità di trasformare i rischi in opportunità

Il 30 agosto 2026, nella Villa Comunale Manlio Schettini, la presentazione del libro di Antonio Candela ha offerto un’occasione di confronto sul rapporto tra generazioni, sul valore delle scelte e sul futuro dei territori. Un dialogo tra cultura, informazione, istituzioni e società civile per riflettere sulla responsabilità di costruire comunità più forti e inclusive.

TRAMUTOLA (PZ) – Il futuro delle comunità non è una condizione da attendere passivamente, ma una responsabilità da esercitare attraverso le scelte che compiamo nel presente, le relazioni che decidiamo di costruire e il tempo che scegliamo di dedicare agli altri. È questo il filo conduttore che ha accompagnato la presentazione di Generazione Cerniera. Come trasformare i rischi in opportunità, il libro di Antonio Candela pubblicato da Ecra, che domenica 30 agosto 2026 ha fatto tappa a Tramutola, nella suggestiva cornice della Villa Comunale Manlio Schettini.

L’appuntamento, inserito nel tour estivo del volume, ha rappresentato un’occasione di riflessione collettiva sulle trasformazioni economiche, sociali e culturali che attraversano la società contemporanea, con particolare attenzione al ruolo delle nuove generazioni e alle prospettive di sviluppo delle comunità locali.

La presentazione ha assunto il significato di un incontro tra esperienze, sensibilità e responsabilità differenti, nella convinzione che un libro possa diventare molto più di un prodotto editoriale: uno strumento attraverso il quale stimolare domande, alimentare consapevolezza e costruire nuove occasioni di partecipazione.

Un dialogo tra istituzioni, cultura e società civile

Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali di Luigi Marotta, sindaco di Tramutola, la cui presenza ha accompagnato un appuntamento dedicato alla riflessione sul futuro del territorio e sul ruolo che le comunità possono assumere nell’affrontare i cambiamenti contemporanei.

A dialogare con l’autore sono stati Andrea Mario Rossi, giornalista e direttore di Val d’Agri Press, e l’avvocata Tiziana Rosania, cassazionista, che hanno contribuito ad approfondire i contenuti del volume attraverso prospettive differenti e complementari.

Il confronto ha messo in relazione il ruolo dell’informazione, la dimensione dei diritti e delle responsabilità e le trasformazioni che interessano il mondo del lavoro, le imprese e le nuove generazioni.

La presenza di interlocutori provenienti da ambiti professionali diversi ha rappresentato un’opportunità per ampliare il dibattito e affrontare le questioni proposte dal libro non soltanto attraverso una prospettiva generazionale, ma anche considerando le condizioni economiche, sociali e istituzionali che influenzano concretamente le possibilità di scelta delle persone.

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento del Comune di Tramutola, della Pro Loco e del Programma Operativo Val d’Agri – Melandro – Sauro – Camastra, con Val d’Agri Press in qualità di media partner.

Generazione Cerniera: una generazione chiamata a ricucire le distanze

Al centro della serata, i contenuti di Generazione Cerniera, un volume che propone una riflessione sulla condizione di una generazione cresciuta all’interno di un sistema di promesse e aspettative che non sempre hanno trovato realizzazione e che oggi si trova a dover affrontare trasformazioni profonde, spesso caratterizzate da precarietà, incertezza e difficoltà di accesso alle opportunità.

La metafora della cerniera rappresenta la possibilità di trasformare questa condizione in una responsabilità generativa: tenere insieme esperienze differenti, collegare passato e futuro, ricucire le distanze tra generazioni e costruire nuove forme di collaborazione.

Il libro invita a superare una lettura esclusivamente negativa delle fragilità e delle incertezze, riconoscendo in esse anche la possibilità di sviluppare nuove consapevolezze e individuare percorsi di cambiamento.

Non si tratta di negare le difficoltà che attraversano la società contemporanea, ma di interrogarsi sugli strumenti attraverso i quali le persone possono affrontarle, evitando che il rischio si trasformi inevitabilmente in esclusione o rinuncia.

Trasformare i rischi in opportunità significa riconoscere che il cambiamento non può essere governato individualmente, ma richiede alleanze, responsabilità condivise e comunità capaci di sostenere le persone nei momenti di transizione.

Il futuro delle aree interne: dalla narrazione delle difficoltà alla costruzione delle possibilità

La presentazione di Tramutola ha offerto un contesto particolarmente significativo per affrontare il rapporto tra nuove generazioni e territori, con attenzione alle sfide che interessano le aree interne della Basilicata.

Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, la difficoltà di accesso ai servizi e la limitata disponibilità di opportunità professionali rappresentano questioni che incidono sulle prospettive di sviluppo di numerose comunità.

Tuttavia, il futuro di questi territori non può essere raccontato esclusivamente attraverso le criticità.

Occorre superare una narrazione che considera i piccoli centri come luoghi inevitabilmente destinati al declino e iniziare a interrogarsi sulla loro capacità di valorizzare risorse, competenze, patrimonio culturale e relazioni sociali.

La sfida non consiste semplicemente nel chiedere ai giovani di restare, ma nel costruire condizioni affinché possano scegliere liberamente dove vivere, lavorare e realizzare il proprio progetto di vita.

Questo significa investire nella formazione, sostenere l’imprenditorialità, favorire l’innovazione e promuovere modelli organizzativi capaci di trasformare le risorse locali in opportunità economiche e sociali.

In tale prospettiva, la cooperazione può rappresentare uno strumento particolarmente importante, perché consente di mettere insieme competenze, condividere responsabilità e sviluppare iniziative nelle quali il valore generato non appartiene esclusivamente al singolo, ma contribuisce alla crescita dell’intera comunità.

Le aree interne non hanno bisogno soltanto di politiche che ne contrastino l’abbandono, ma di una visione capace di restituire alle persone il diritto di immaginare e costruire il proprio futuro nei luoghi ai quali appartengono.

Il valore del tempo e la responsabilità delle scelte

Uno degli elementi centrali della riflessione proposta da Antonio Candela riguarda il rapporto tra tempo, libertà e responsabilità.

In una società che tende a misurare il successo attraverso la velocità, la produttività e il raggiungimento di risultati individuali, diventa necessario recuperare una dimensione più profonda del tempo, inteso non soltanto come risorsa da amministrare, ma come possibilità da condividere.

Il futuro delle comunità dipende anche dal tempo che le persone scelgono di dedicare alla partecipazione, alla formazione delle nuove generazioni, alla costruzione di relazioni e alla cura dei luoghi nei quali vivono.

La responsabilità generazionale assume così un significato che supera i confini anagrafici e coinvolge chiunque sia disposto a mettere a disposizione una parte delle proprie competenze e delle proprie energie per contribuire alla crescita collettiva.

La generazione cerniera non è chiamata soltanto a interpretare il cambiamento, ma a diventare protagonista di un processo capace di collegare esperienze, trasmettere conoscenze e aprire nuove possibilità.

Perché il futuro non si costruisce semplicemente immaginando ciò che potrebbe accadere, ma attraverso le decisioni che siamo disposti ad assumere oggi.

Cultura e informazione come strumenti di partecipazione

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il ruolo della cultura e dell’informazione nella costruzione di comunità consapevoli.

La presenza di Andrea Mario Rossi, direttore di Val d’Agri Press, ha offerto l’occasione per richiamare il valore dell’informazione territoriale come strumento di conoscenza, partecipazione e costruzione di una narrazione capace di restituire complessità ai fenomeni sociali.

Raccontare i territori significa non limitarsi a descriverne le difficoltà, ma riconoscere anche le energie, le competenze e le esperienze che quotidianamente contribuiscono alla loro vitalità.

Allo stesso modo, la cultura può diventare uno spazio nel quale le comunità si incontrano, si interrogano e costruiscono una maggiore consapevolezza delle proprie possibilità.

La presentazione di un libro assume così un significato che supera la dimensione letteraria, trasformandosi in un’occasione di partecipazione civica e di confronto sui temi che riguardano direttamente la vita delle persone.

Tramutola, una tappa di un viaggio che mette al centro le comunità

La presentazione del 30 agosto si inserisce nel tour estivo 2026 di Generazione Cerniera, un percorso che attraverso città e piccoli centri sta portando i temi del volume all’interno delle comunità, trasformando ogni appuntamento in un’occasione di dialogo e ascolto.

Il viaggio del libro rappresenta anche un’opportunità per incontrare persone, raccogliere esperienze e costruire relazioni, nella convinzione che il valore di un’opera non si esaurisca nelle sue pagine, ma possa continuare a crescere attraverso le riflessioni che riesce a generare.

Un ringraziamento particolare va al sindaco Luigi Marotta e all’Amministrazione comunale di Tramutola per l’accoglienza e l’attenzione riservata all’iniziativa, alla Pro Loco per il contributo alla realizzazione dell’appuntamento, ad Andrea Mario Rossi e a Tiziana Rosania per aver arricchito il confronto con le rispettive esperienze e sensibilità.

Un grazie va inoltre a Val d’Agri Press, media partner dell’iniziativa, e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della serata.

La tappa di Tramutola ha rappresentato un’ulteriore occasione per ribadire il messaggio che attraversa l’intero percorso di Generazione Cerniera: il futuro delle comunità dipende dalla capacità delle persone di riconoscersi parte di un progetto condiviso, superare le distanze e trasformare le proprie fragilità in nuove possibilità.

Perché il futuro non appartiene soltanto a chi avrà la possibilità di viverlo, ma anche a chi oggi sceglie di assumersi la responsabilità di costruirlo.

E ogni comunità, attraverso le proprie storie, le proprie persone e le proprie scelte, può contribuire a scriverne una parte.

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