Il 16 settembre 2026, nella suggestiva cornice del Nido dell’Aquila, una straordinaria partecipazione di giovani cooperatori e imprenditori ha accompagnato l’iniziativa promossa da Confcooperative Umbria. La presentazione del libro di Antonio Candela è diventata un’occasione di confronto sul ricambio generazionale, sull’imprenditorialità e sulla costruzione di una nuova rete regionale di giovani cooperatori.
TODI (PG) – Una partecipazione straordinaria, tanti giovani, un confronto autentico e una comunità cooperativa che ha scelto di incontrarsi per interrogarsi sul proprio futuro e costruire nuove opportunità. È questo il risultato dell’iniziativa “Giovani che cooperano, futuro che cresce”, promossa da Confcooperative Umbria e dai Giovani Imprenditori, che mercoledì 16 settembre 2026 ha animato la terrazza inferiore del Nido dell’Aquila, a Todi, trasformando un pomeriggio di confronto in un’occasione di partecipazione, condivisione e costruzione di nuove relazioni.
L’appuntamento ha rappresentato un momento significativo per il movimento cooperativo umbro, con l’obiettivo di avviare il percorso di ricostruzione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcooperative Umbria, coinvolgendo soci, amministratori e giovani cooperatori under 40.
All’interno di questo percorso si è inserita la presentazione di Generazione Cerniera. Come trasformare i rischi in opportunità, il libro di Antonio Candela pubblicato da Ecra, che ha offerto lo spunto per una riflessione più ampia sul rapporto tra generazioni, sulle trasformazioni del mondo del lavoro e sul ruolo della cooperazione nella costruzione di comunità capaci di generare valore economico e sociale.
La presenza di numerosi giovani ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’incontro, restituendo l’immagine di una generazione che non intende limitarsi ad attendere opportunità, ma desidera contribuire direttamente alla loro costruzione.
Una nuova stagione per i giovani cooperatori dell’Umbria
Il tema centrale dell’iniziativa è stato il protagonismo delle nuove generazioni all’interno del movimento cooperativo e la necessità di costruire nuovi spazi di partecipazione, confronto e responsabilità.
L’obiettivo di ricostruire una rete regionale di giovani cooperatori nasce dalla consapevolezza che il ricambio generazionale non può essere affrontato esclusivamente come un processo anagrafico o come il semplice passaggio di responsabilità da una generazione all’altra.
Occorre creare le condizioni affinché i giovani possano partecipare ai processi decisionali, sviluppare nuove competenze, contribuire all’innovazione delle imprese cooperative e diventare protagonisti della trasformazione dei territori.
Il confronto di Todi ha posto al centro proprio questa esigenza, riconoscendo nella partecipazione uno strumento fondamentale per rafforzare il movimento cooperativo e costruire nuove forme di rappresentanza.
La presenza di tanti giovani imprenditori e cooperatori ha dato concretezza a questo percorso, dimostrando quanto sia importante promuovere occasioni nelle quali esperienze differenti possano incontrarsi e trasformarsi in progettualità condivise.
Il ricambio generazionale non consiste soltanto nel lasciare spazio ai giovani, ma nel riconoscere loro fiducia, responsabilità e la possibilità concreta di contribuire a definire le scelte che riguarderanno il futuro delle imprese e delle comunità.
Generazione Cerniera: dalla fragilità alla responsabilità collettiva
La presentazione del volume di Antonio Candela ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’iniziativa, offrendo l’occasione per approfondire il rapporto tra cambiamento, responsabilità generazionale e cooperazione.
Generazione Cerniera propone una riflessione sulla condizione di una generazione cresciuta con aspettative di stabilità, progresso e mobilità sociale che non sempre hanno trovato realizzazione e che oggi si trova ad affrontare trasformazioni economiche, tecnologiche e culturali particolarmente profonde.
La metafora della cerniera diventa il simbolo di una responsabilità: tenere insieme ciò che rischia di separarsi, ricucire le distanze tra generazioni, collegare esperienze differenti e trasformare le fragilità in nuove possibilità.
Il libro invita a riconoscere nel dubbio e nell’incertezza non soltanto condizioni di vulnerabilità, ma anche possibili punti di partenza per sviluppare nuove consapevolezze e costruire percorsi di cambiamento.
In questo scenario, la cooperazione assume un significato particolarmente importante, perché rappresenta un modello imprenditoriale fondato sulla partecipazione, sulla mutualità e sulla condivisione delle responsabilità.
La capacità di mettere insieme competenze, risorse e visioni differenti può consentire di affrontare sfide che, individualmente, risulterebbero più difficili da sostenere.
La cooperazione diventa così uno degli strumenti attraverso i quali trasformare una condizione individuale di incertezza in una possibilità collettiva di cambiamento.
I giovani non sono il futuro da aspettare, ma il presente da coinvolgere
Uno dei messaggi più significativi emersi dall’incontro ha riguardato la necessità di superare una visione delle nuove generazioni come semplici destinatarie di politiche, interventi e opportunità.
I giovani devono poter contribuire direttamente alla definizione delle strategie, alla costruzione dei progetti e alla governance delle organizzazioni nelle quali operano.
La partecipazione non può essere considerata un elemento accessorio, ma deve diventare una componente strutturale dei processi di sviluppo.
In questa prospettiva, il movimento cooperativo dispone di caratteristiche che possono favorire il protagonismo giovanile, a partire dai principi democratici, dalla centralità delle persone e dalla possibilità di costruire imprese nelle quali il valore generato sia strettamente connesso al benessere dei soci e delle comunità.
L’iniziativa di Todi ha rappresentato un’occasione per interrogarsi su come rendere questi principi sempre più concreti, promuovendo nuove forme di coinvolgimento e accompagnando le giovani generazioni nell’assunzione di responsabilità imprenditoriali e associative.
La ricostruzione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcooperative Umbria si inserisce proprio in questa prospettiva, con l’ambizione di creare una rete capace di favorire lo scambio di esperienze, la nascita di collaborazioni e la costruzione di nuove opportunità.
Non basta chiedere ai giovani di partecipare. Occorre costruire organizzazioni disposte ad ascoltarli, a riconoscerne le competenze e a condividere con loro la responsabilità delle scelte.
Cooperazione e imprenditorialità: costruire valore attraverso le relazioni
Il confronto ha consentito di approfondire anche il ruolo della cooperazione come modello di impresa capace di coniugare sostenibilità economica, partecipazione e attenzione alle comunità.
In una fase storica caratterizzata da trasformazioni tecnologiche, cambiamenti demografici e nuove esigenze sociali, le imprese cooperative sono chiamate a interrogarsi sulla propria capacità di innovare, attrarre competenze e sviluppare nuove forme di imprenditorialità.
La partecipazione delle nuove generazioni può rappresentare una risorsa fondamentale per affrontare queste sfide, favorendo l’introduzione di nuovi linguaggi, strumenti e modelli organizzativi.
Tuttavia, l’innovazione non può essere ridotta esclusivamente alla dimensione tecnologica.
Innovare significa anche ripensare il modo in cui le persone lavorano insieme, costruiscono relazioni, condividono responsabilità e contribuiscono alla produzione di valore.
È proprio in questa dimensione che la cooperazione può esprimere una delle sue caratteristiche distintive: la capacità di riconoscere nell’impresa non soltanto uno strumento economico, ma anche un’organizzazione attraverso la quale le persone possono rispondere a bisogni condivisi e contribuire allo sviluppo dei territori.
La costruzione di una rete regionale di giovani cooperatori può diventare, in questo senso, un laboratorio di idee e progettualità, capace di mettere in relazione imprese, competenze e nuove generazioni.
Il valore del tempo: scegliere di esserci per costruire qualcosa insieme
Un ulteriore elemento della riflessione proposta da Antonio Candela ha riguardato il valore del tempo e la responsabilità delle scelte individuali.
La partecipazione di tanti giovani all’iniziativa ha rappresentato un segnale importante proprio perché scegliere di esserci significa decidere di dedicare una parte del proprio tempo alla costruzione di qualcosa che supera la dimensione individuale.
Il tempo destinato al confronto, alla formazione, alla costruzione di relazioni e alla partecipazione associativa non può essere considerato una risorsa sottratta ad altre attività, ma un investimento nella possibilità di generare nuove opportunità.
È attraverso questi momenti che si costruiscono fiducia, conoscenza reciproca e senso di appartenenza.
La cooperazione, prima ancora di essere un modello organizzativo, richiede la disponibilità delle persone a riconoscersi parte di un progetto condiviso.
Cooperare significa scegliere di non essere soli, riconoscere che il successo di ciascuno può diventare una possibilità per tutti e dedicare una parte del proprio tempo alla costruzione di qualcosa che resterà anche dopo di noi.
L’amicizia e la collaborazione tra territori: il ringraziamento a Carlo Di Somma e a Confcooperative Umbria
La tappa di Todi ha assunto per Antonio Candela anche un significato profondamente umano, legato all’accoglienza ricevuta e al rapporto di amicizia e collaborazione con Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative Umbria.
Un legame costruito sulla stima reciproca, sulla condivisione dei valori cooperativi e sulla convinzione che le relazioni tra persone e territori possano diventare occasioni concrete di crescita.
L’autore ha voluto esprimere una particolare gratitudine a Carlo Di Somma per l’invito, per la fiducia, per il sostegno e per l’accoglienza ricevuta, sottolineando quanto il valore delle relazioni personali rappresenti una componente fondamentale anche all’interno dei percorsi professionali e associativi.
Un ringraziamento altrettanto sentito è stato rivolto a tutta Confcooperative Umbria, ai Giovani Imprenditori e alle persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
La collaborazione tra esperienze territoriali differenti rappresenta infatti una risorsa importante per il movimento cooperativo, perché consente di condividere buone pratiche, sviluppare nuove alleanze e rafforzare una visione comune.
Il confronto tra Umbria e Basilicata, attraverso le esperienze e i percorsi dei rispettivi protagonisti, ha offerto un’ulteriore occasione per riconoscere quanto la cooperazione possa contribuire a collegare territori e comunità.
L’accoglienza ricevuta e la qualità delle relazioni costruite hanno reso la giornata particolarmente significativa, confermando che il valore di un incontro non si misura soltanto attraverso i contenuti affrontati, ma anche attraverso la capacità di generare legami destinati a proseguire nel tempo.
Todi, un punto di partenza per una nuova rete di giovani cooperatori
L’iniziativa del 16 settembre si inserisce nel percorso di presentazioni di Generazione Cerniera, ma assume un significato ulteriore per il suo collegamento con il processo di ricostruzione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcooperative Umbria.
La partecipazione registrata e il coinvolgimento delle nuove generazioni hanno rappresentato un segnale incoraggiante per un percorso che punta a rafforzare la presenza dei giovani all’interno del movimento cooperativo regionale.
La sfida sarà trasformare l’energia emersa durante l’incontro in occasioni continuative di partecipazione, confronto e progettazione, affinché le relazioni costruite possano diventare il punto di partenza per nuove iniziative.
Un ringraziamento particolare va a Carlo Di Somma e a tutta Confcooperative Umbria per l’amicizia, l’accoglienza e il sostegno, ai Giovani Imprenditori per l’impegno nella promozione dell’iniziativa e ai numerosi giovani cooperatori, soci e amministratori che hanno scelto di partecipare.
La tappa di Todi ha confermato il messaggio che attraversa l’intero percorso di Generazione Cerniera: le trasformazioni contemporanee richiedono persone capaci di costruire ponti, condividere responsabilità e riconoscere nella collaborazione uno strumento per generare nuove possibilità.
Perché quando i giovani scelgono di cooperare, non cresce soltanto un’impresa. Cresce una comunità, si rafforzano le relazioni e si costruiscono nuove opportunità per il futuro.
E le relazioni autentiche non si esauriscono con la conclusione di un evento, ma continuano a generare valore nel tempo.
